di Barbara BAudissard
Il wise leader[1] coglie velocemente l’essenza e vede la vera natura degli eventi e delle persone: Human Centric Management. E’ colui che costruisce senso per favorire le interazioni umane e produrre i risultati auspicati. Usa metafore, storie, immaginazione storica. Esercita il “potere politico” per mettere insieme persone e le sprona all’azione. Promuove la saggezza pratica negli altri.
Un solo periodo di scrittura e un mondo che si apre.
Sembra banale ri-dircelo, ma il contesto ormai da stato emergenziale é passato alla new normality: contradditorio, volatile, complesso, incerto, ambiguo[2].
Le capacità classiche con cui vengono scelti e valutati i Manager sono quelle corrette per poter avere nelle posizioni apicali le persone giuste per affrontare tutto ciò?
La risposta é: no!
Occorre creare nuovi paradigmi di lettura della managerialità e strutturare percorsi di crescita non più verticali per competenza specifica, ma sistemici. Solo collegando i diversi elementi, solo osservando la realtà aziendale dalla terza posizione percettiva sarà possibile riuscire a gestirla.
Da una posizione al centro del sistema ad una posizione ai margini dello stesso: a difesa del proprio perimetro, in osservazione e in negoziazione con l’esterno.[3]
Partiamo con ordine.
COGLIERE L’ESSENZA. Vuol dire essere in grado di lavorare con testa e mani; prestare attenzione ai dettagli e ai grandi disegni; essere persistente e veloce; combinare l’intuito con le conoscenze oggettive; districarsi fra semplicità e situazioni complesse; attenersi all’essenziale e adattarsi al cambiamento; spendere ispirazione e sudore; trovare soluzioni per le incognite conosciute e per le incognite sconosciute; guardare simultaneamente l’albero e la foresta. Tradotto in termini da PNL essere in grado di fare CHUNK UP e CHUNK DOWN. Un movimento che mette insieme la capacità sistemica con quella di dettaglio in un movimento armonico.
COSTRUIRE SENSO PER FAVORIRE LE INTERAZIONI UMANE. Progettare spazi “Ba”[4] all’interno dei quali le persone si sentano al sicuro. Perché solo quando le persone sono al sicuro possono produrre risultati. Le interessanti teorie di Porges di cui abbiamo già parlato ci insegnano che in fase di regolazione le persone accedono meglio alle proprie capacità. Safe Field (ne parleremo ancora…)
[1] *IKUJIRO NONAKA and HIROTAKA TAKEUCHI «The wise company. How companies create continuous innovation» Oxford Press 2019
[2] VUCA è un acronimo che sta per volatilità, incertezza, complessità e ambiguità, il termine esiste dal 1987, è diventato più popolare dai primi anni 2000 e dopo la crisi finanziaria del 2008-2009 è stato ampiamente utilizzato per descrivere il contesto aziendale odierno.
Il successo aziendale è tradizionalmente basato su previsione, ricerca, previsione, strategia, implementazione e misurazione dei risultati. Lavorare con misurazioni così precise non è sempre possibile.
Nel mondo di oggi, il cambiamento avviene troppo velocemente, il futuro è incerto, i sistemi sono contorti e i mercati non sono chiari per poter seguire i metodi di lavoro tradizionali. Queste forze di cambiamento turbolente e imprevedibili potrebbero influenzare le organizzazioni.
[3] Lettura dei Sistemi informali. Occorre che da una posizione in associato con (perturbabile, incerto, costantemente sotto pressione) si passi ad una posizione più esterna, non fuori dal sistema, ma ai margini per poter potenziare la visione sistemica e nello stesso tempo staccarsi da consulente dalle emzioni di sistema (terza posizione eprcettiva). La posizione ai margini del sistema di appartenenza permette anche di poter negoziare meglio con stakeholders e capi gerachici.
[4] Ba – dal giapponese «Luogo, campo» si riferisce ad un contesto all’interno del quale si creano relazioni e avvengono interazioni umane sane
COMUNICARE L’ESSENZA. Il wise leader usa metafore, storie, immaginazione storica. E’ in grado non solo di generare visioni chiare e ispirazionali, ma anche di raccontarle adeguando il linguaggio e le immagini alle persone che vuole “muovere verso”. Questo vuol dire rispolverare i libri di filosofia, di storia, i grandi classici per ri-allenare il linguaggio, renderlo evocativo.
ESERCITARE IL “POTERE POLITICO”. Essere in grado di negoziare con le persone che si vuole spronare all’azione, di metterle insieme verso un obiettivo comune e riconosciuto come tale: orientare gli sguardi.
PROMUOVERE LA SAGGEZZA PRATICA NEGLI ALTRI attraverso l’accompagnamento e il mentoring: creare il progetto, coinvolgere tutti in modo che attivino una mentalità imprenditoriale. Adottare una struttura organizzativa più dinamica che consenta la crescita del networking.
In ambito risorse umane c’é tanto lavoro da fare per connettere i piani formativi e le valutazioni ai tempi che cambiano e alle nuove richieste di managerialità.
Barbara


